Sentivo la calunnia di molti …
i miei amici aspettavano la mia caduta … (Ger 20.10)
Come ti capisco Geremia, mio fedele compagno di viaggio,
anche tu come me, chiamato ad un compito,
che mai ci eravamo sognati e che mai abbiamo scelto.
Non ho scelto di diventare prete,
come non ho scelto di essere parroco di questa splendida comunità,
e tanto meno di entrare in carcere.
Responsabilità più grandi delle mie capacità,
attese a cui non so corrispondere come si dovrebbe.
Ma come tu mi insegni,
quando il Signore ci ha sedotti, ci siamo lasciati sedurre
. (Ger 20,7)
Anche per questo, Signore, ho il coraggio di dirti,
che non ho ben capito cosa tu intendi
quando affermi che dobbiamo riconoscerti davanti agli uomini,
ed essendo sicuro che voluto più bene alla mia gente che a Dio,
“ho speranza che tu o Signore non stia attento a queste sottigliezze
e abbia scritto tutto sul tuo conto”.
Che avventura meravigliosa è questa vita che mi trovo a vivere,
tutto diventa sempre nuovo, e con Rainer Maria Rilke, vi dico che
“nasciamo per così dire, provvisoriamente da qualche parte.
Soltanto poco a poco
andiamo componendo in noi il luogo
della nostra origine,
per nascervi dopo
e ogni giorno più definitivamente”.
Massimo Cadamuro










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